Gli altri si divertono, si tirano uova e gavettoni al di fuori del liceo, poi vanno tutti insieme ai giardini.
Io passo in mezzo a loro, rapida e silenziosa, e mi sento lontana anni ed anni, una distanza indesiderata eppure dolorosamente incolmabile.
E' dunque questo l'adolescenza: per molti il battito d'ali d'una farfalla colorata, un fiore che sboccia nella sua splendida pienezza, la gioia di vivere che esplode; per altri, l'incapacità di afferrare quel battito, di cogliere quel fiore, la bruciante consapevolezza di non essere fatti per godere di questa bellezza.
"Gli altri augelli contenti, a gara insieme
Per lo libero ciel fan mille giri,
Pur festeggiando il lor tempo migliore:
Tu pensoso in disparte il tutto miri;
Non compagni, non voli
Non ti cal d'allegria, schivi gli spassi;
Canti, e così trapassi
Dell'anno e di tua vita il più bel fiore."
Scritto da Rose93 in emotions
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Anche quest'anno in ritardo... :-P
AUGURI SURGY!!!
Spesso penso -ho torto, me ne rendo conto, ma non posso fare a meno di crederlo- che le anoressiche, alla fin fine, non abbiano poi moltissimo di cui addolorarsi. E' vero, la loro malattia le porta a disturbi terribili, ma alla fine questo importa davvero così tanto? Dopotutto, loro hanno ciò che conta davvero -e non prendiamoci in giro fingendo che non sia così-: la magrezza. La magrezza, a meno che non sia proprio in stile "internato di Auschwitz", è indiscutibilmente sinonimo di bellezza, e quindi di maggiori possibilità di essere amate, di essere socialmente apprezzate e, last but not least, di poter indossare qualunque cosa facendo sempre bella figura.
Noi che portiamo taglie a partire dalla 44, in barba a tutti i buonismi del cazzo che ciclicamente si sentono in bocca a opinionisti, autori di articoli consolatori ed altri ipocriti, siamo considerate grasse a tutti gli effetti: l'ultima prova che ho avuto in ordine di tempo (ma potrei citarne a iosa) è stata la sfilza di commenti, dal tono irrisorio fino al vero e proprio attacco ("schifosa balena", "ammetti che sei grassa" e simili, il tutto corredato dal gradevole invito: "impara a fare delle seghe, magari ti si smagriscono le braccia") nei confronti di un'utente, presumibilmente sulla 44, rea di avere postato le proprie foto su un forum.
Siamo sempre tutti pronti a condannare la moda, la tv e tutti i media, a ribadire quanto ci piacciano le modelle di Elena Mirò, a osservare orripilati le foto di ragazze che soffrono di disturbi alimentari, a dire che "formoso è bello", che "le donne vere hanno le curve", che "non voglio mica abbracciare un mucchietto di ossa!". Immagino che la maggior parte delle persone (specialmente uomini) direbbe di trovarsi d'accordo con queste affermazioni; salvo poi scoprire, alla prima occasione, che ovviamente era tutta ipocrisia, o, peggio, che con "formosa" si intende una ragazza con al massimo la 40 (e con minino una quarta di reggiseno). Perfino le ragazze più forti, mature e sicure di loro stesse, quelle che spesso dichiarano di amarsi o quantomeno di avere accettato i propri difetti, non resistono alla tentazione di mettersi a dieta, prima o poi: e come dar loro torto? In una società che finge di accettare ed apprezzare quasi tutte le forme fisiche e che nella pratica si rivela spietata nei confronti di chiunque si discosti anche solo minimamente dai durissimi standard imposti, ci sentiamo davvero di proclamare a testa alta "viva le donne in carne"? Io no, decisamente non me la sento.
Per questo motivo mi rivolgo ai soloni, a tutti coloro che credono sinceramente che ci sia sul serio un posto anche per noi, per noi che non siamo stecchini, noi che non siamo neanche magre, noi a cui madre natura non ha donato un metabolismo supersonico, un'ossatura slanciata e un fisico leggiadro: spiegatemi perchè, senza scomodare medici e sociologi, nella mia classe la ragazza più invidiata e corteggiata ha una 36 scarsa. Spiegatemi perchè, quando vado in un negozio, spesso non posso scegliere i vestiti che vorrei mettermi veramente, perchè la mia taglia non c'è o perchè non mi starebbero bene. Spiegatemi perchè, anche se clinicamente sono perfettamente normopeso, il commento più benevolo con cui è stato definito il mio corpo è "robusto". Spiegatemi perchè i ragazzi -sì, anche quelli meno superficiali- non filano nemmeno di striscio chiunque abbia più della 42, a meno che non siano disperatissimi.
Se siete ancora così sicuri che l'anoressia sia il male peggiore rispetto alla propria immagine, forse dovreste provare una 44.
Scritto da Rose93 in taglie
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Bellissimo.

"Per chi viaggia in direzione ostinata e contraria
col suo marchio speciale di speciale disperazione
e tra il vomito dei respinti muove gli ultimi passi
per consegnare alla morte una goccia
di splendore
di umanità
di verità"
Si ricomincia.
Si ricomincia a scendere in piazza, gridare, incazzarsi perchè sì, questa riforma è una merda e potranno anche approvarla ai piani "alti", ma noi nel frattempo non vogliamo stare a guardare.
Si ricomincia a non ascoltare chi dice "tanto manifestare non serve a niente" e "io entro perchè se no i prof si arrabbiano".
Si ricomincia ad indignarsi sentendosi chiamare "facinorosi" soltanto perchè si è esercitato il legittimo diritto di esprimere il proprio dissenso scendendo in piazza.
Si ricomincia ad essere uniti dalla stessa parte, professori e studenti, genitori e personale della scuola, perchè questa riforma non intacca un solo settore ma mina il diritto ad un'istruzione gratuita ed accessibile a tutti.
Si ricomincia a svegliarsi, si spera.
Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L'indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti.
L'indifferenza è il peso morto della storia. L'indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. E' la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che strozza l'intelligenza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, avviene perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare le leggi che solo la rivolta potrà abrogare, lascia salire al potere uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. Tra l'assenteismo e l'indifferenza poche mani, non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché se ne preoccupa; e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia altro che un enorme fenomeno naturale, un'eruzione, un terremoto del quale rimangono vittime tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch'io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?
Odio gli indifferenti anche per questo: perché mi dà fastidio il loro piagnisteo da eterni innocenti. Chiedo conto ad ognuno di loro del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime.
Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l'attività della città futura che la mia parte sta già costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c'é in essa nessuno che stia dalla alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.
Antonio Gramsci, 11 febbraio 1917
E' inutile girarci intorno.
Mi sento male al pensiero che ricominci la scuola.
Intendiamoci, credo che (quasi) nessuno studente faccia i salti di gioia all'idea, però questa volta è diverso.
Gli altri anni -dalla prima elementare alla terza media-, pur non essendo entusiasta all'idea di dover affrontare altri nove mesi di compiti e interrogazioni, in questo periodo ero comunque piuttosto felice all'idea d'iniziare un nuovo anno di scuola; avevo una gran voglia di vedere i miei amici e di riprendere il tran-tran tipico del periodo scolastico, oltre che di verificare quali sorprese mi sarebbero state riservate dagli eventi quotidiani.
Quest'anno, invece...
Sarà che ho scelto un indirizzo letteralmente massacrante e che il pensiero di dover studiare fino a mezzanotte (e, a volte, oltre) per le verifiche di matematica o fisica non mi riempie di gioia.
Sarà, più probabilmente, che francamente non ci sono compagne di scuola -il termine amiche mi sembra improprio, per il significato profondo che do al termine- di cui senta particolarmente la mancanza.
Pensandoci, credo che il punto sia proprio questo. Se a un livello 'generale' sono stata piuttosto fortunata a capitare nella mia classe -non ci sono persone particolarmente antipatiche, e andiamo tutti più o meno d'accordo-, se si scende nello specifico la situazione non è altrettanto idilliaca.
Non che ci siano veri e propri problemi; le ragazze del gruppo di cui faccio parte (?) sono piuttosto simpatiche e non certo litigiose o pettegole. Solo che non ho legato davvero con nessuna, e, sfortunatamente, questa non sembra essere una mia impressione; a volte ho addirittura la sensazione di sentirmi considerata solo quando hanno bisogno di una versione di latino o di un chiarimento su qualche regola grammaticale inglese.
Non credo che si comportino così per cattiveria; sembra quasi che in me ci sia qualcosa che, a pelle, mi lascia relegata ai margini, quasi ci si accorgesse di me solo nel momento del bisogno.
In ogni caso, vedrò come si rivelerà essere questa seconda liceo. Da parte mia, spero vivamente che le cose cambino, almeno in parte.
Scritto da Rose93 in scuola
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Ieri è stata una giornata davvero fantastica, di quelle che vorresti replicare tutti i giorni (o quasi, visto il nervosismo :P).
Però, come ha scritto anche la Surgy, non ne parlerò qui -almeno, non diffusamente. I dettagli li custodisco -gelosamente, come si fa con le cose preziose- io.
Una giornata così è davvero degna di un qualche "calendario dei giorni speciali"; quella che per me era solo un'amica carissima e virtuale, una voce, ora ha carne e ossa, ricci, espressioni e unghie. Dettagli apparentemente banali, che però contribuiscono a formare quella persona a cui hai imparato a volere bene solo attraverso un pc o un telefono.
Che altro dire? Solo due cose: voglio tanti, tanti altri giorni così, e
la felicità è chiacchierare sedute in un'enorme e deserta sala di un museo, con la sola compagnia di frammenti di statue greche.
27 anni fa moriva nell'ospedale del carcere di Long Kesh (Irlanda del Nord), all'età di ventisette anni, Bobby Sands, dopo uno sciopero della fame durato 66 giorni.
Non è certamente questo il luogo adatto per dilungarmi con biografie, dati e storia in generale. Mi piacerebbe però spendere due parole sul libro Un giorno della mia vita, vale a dire il diario di Sands durante parte del periodo passato in prigione, che narra della lotta sua e dei suoi compagni per vedersi riconoscere lo status di prigionieri politici.
Ho trovato quel libro stupendo e profondamente toccante. E' una storia dolorosa e durissima, la cui lettura non è facile. Ma è anche una storia di speranza, di coraggio e di coerenza nei confronti di se stessi e dei propri ideali, anche in condizioni di vita subumane, fino alla morte. Ed è davvero incredibile la serenità con cui la morte viene affrontata.
Un giorno della mia vita mi ha lasciato un segno di cui sono in qualche modo grata, perchè ho capito che gli ideali, quelli veri, quelli per cui si è disposti a morire, esistono ancora, anche in un mondo in cui -cercando di non cadere nel luogo comune- il nichilismo sembra spopolare.
E questo, se permettete, non è poco.
"Ero soltanto un ragazzo della working class proveniente da un ghetto nazionalista, ma è la repressione che crea lo spirito rivoluzionario della libertà"
Scritto da Rose93 in libri, emotions, oh
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« Non ti ho amato per noia, o per solitudine, o per capriccio. Ti ho amato perché il desiderio di te era più forte di qualsiasi felicità. E lo sapevo che poi la vita non è abbastanza grande per tenere insieme tutto quello che riesce ad immaginarsi il desiderio. Ma non ho cercato di fermarmi, né di fermarti. Sapevo che lo avrebbe fatto lei. E lo ha fatto. E' scoppiata tutto d'un colpo . »
Sono solo una sedicenne che cerca di rimanere il più coerente a se stessa possibile. Non sono emo, fighetta, punk, comunista, fascista, anarchica o qualsiasi altra etichetta. Sono invece idealista, introversa, cinica, pessimista e sarcastica. Scopritemi, se volete.
« Noi svendiamo la nostra onestà molto facilmente, ma in realtà è l’unica cosa che abbiamo, è il nostro ultimo piccolo spazio… All’interno di quel centimetro siamo liberi. »
Films
The New World. V per Vendetta.
Books
Cime tempestose. Il signore degli Anelli. Un giorno della mia vita.V per Vendetta. 1984.
Music
James Blunt, Nerina Pallot, U2, Corrs, Damien Rice, James Morrison, Fabrizio de Andrè, Francesco Guccini.
Other things
L'Irlanda. La recitazione. I cieli plumbei e la pioggia d'estate. Leggere. Le lingue e la musica.
Hate
Il formaggio, la musica house, l'educazione fisica, la matematica, l'arroganza, i fascismi.